La storia delle missioni lunari troppo 
perfette dal punto di vista tecnologico ...

I teorici del complotto asseriscono che è matematicamente impossibile, che 6 allunaggi su 7 siano avvenuti perfettamente e senza mai nessun genere d'incidente anche di minor conto. Infatti, continuano, la natura sta dalla parte dell'errore e se una cosa può andar male, ci andrà nel peggior momento possibile! Riassumendo le loro parole: se in una missione spaziale qualcuno non ci lascia la pelle, questa non può affatto considerarsi reale!

Nella realtà non raccontata dai teorici del complotto però, le cose andarono molto diversamente! Le missioni Apollo furono perseguitate da numerosi problemi tecnici, alcuni dei quali, misero a rischio la vita degli astronauti o le probabilità di allunaggio e ne caratterizzarono molto spesso la durata e lo svolgimento secondo i punti del programma.

Andiamo per ordine:

Apollo 1 crewApollo 1Partiamo della tanto discussa missione Apollo 1, che stando a quanto asserito dai Luna-complottisti, sarebbe stato il trampolino di lancio verso la "irrinunciabile" simulazione dell'intero programma. La NASA all'epoca, stava cercando di costruire (dal nulla) i mezzi per raggiungere la Luna e dato che i servizi segreti americani, riferivano che i russi stavano preparando anch'essi una missione lunare, accelerarono tremendamente il programma, by-passando (in maniera deplorevole va detto) questioni importanti quale la sicurezza dell'equipaggio. Proprio per questo il 27 gennaio del 1967, durante una normalissima prova sulla rampa di lancio, perirono in un incendio improvviso, i tre astronauti White, Chaffee e Grissom. Gli ingegneri della NASA a questo punto, (al contrario di quelli che credono che da qui partì il complotto), riuscirono ASCOLTANDO ANCHE I CONSIGLI DEGLI ASTRONAUTI (prima del tutto ignorati), a riprogettare la capsula Apollo, che fu collaudata in orbita terrestre durante la missione Apollo 7. Quest'ultima, al contrario di quello che credono i complottisti, forse fu l'unica missione a funzionare correttamente in tutte le sue fasi, data la maniacale premura (!) con cui era stata progettata per prevenire altri disastri.

Da Apollo 4 ad Apollo 7 la NASA collaudò con e senza equipaggio, tutti i vettori e le manovre che sarebbero servite a tornare dalla Luna, per assicurarsi che tutte le apparecchiature fossero testate e prive di inconvenienti tecnici, che avessero potuto comportare la perdita di un altro equipaggio.

Apollo 8Apollo 8 fu un'altra missione super-accelerata dalla pressioni del governo americano, che, preoccupato per gli sviluppi scientifici sovietici e afflitti da un LEM, che nelle officine di costruzione della Grumman, stava dando innumerevoli problemi tecnici, dovevano compiere alla svelta qualcosa di eclatante e aggiudicarsi un nuovo primato prima di essere nuovamente beffati dai Russi. Appunto per questo gli astronauti Lovell, Borman e Anders, furono lanciati verso la Luna nel Natale del 1968, dove con l'ormai collaudato (vedi Apollo 7) modulo di comando e servizio, riuscirono a circumnavigare la Luna, sperimentando le fasi di inserimento in traiettoria translunare, di inserimento in orbita lunare e le fasi di rientro a Terra. Fu collaudato per la prima volta con esseri umani a bordo il razzo Saturn V, che diede però alcuni problemi di stabilità durante il volo, tali però, da non pregiudicare la buona riuscita della missione.

Apollo 9Apollo 9 collaudò il LEM in orbita terrestre. Gli astronauti verificarono tutte le fasi del rendez-vous, necessarie per scendere e tornare dalla Luna. Esse sarebbero state un completo successo, se un numero abbastanza grande di cose non fossero andate per il verso sbagliato! Una di queste, fu il fatto che l'astronauta Schweickart, soffrì di nausea e vomito per l'intera durata delle operazioni, ritardando il programma e non consentendo così il completo collaudo di alcune operazioni esterne al modulo lunare.


Apollo 10Apollo 10 che andò alla Luna con lo scopo di collaudare la discesa e le manovre di soccorso da parte del CSM sino ad una quota dal suolo di 15 km, fu la prima missione in cui l'equipaggio del LEM rischiò di ammazzarsi! Infatti a pochi km dalla superficie lunare avrebbero dovuto secondo i piani, scaricare il modulo di discesa (quello con le quattro zampe dorate), per ricongiungersi con il modulo di comando, sceso a quella quota per simulare un'operazione di soccorso per avaria del LEM. Un interruttore lasciato inavvertitamente aperto dagli astronauti (come è possibile notare il computer dell’epoca non poteva controllare tutto!), fece sobbalzare tremendamente il LEM e rischiò di farlo precipitare sulla Luna. Prontamente, grazie al sangue freddo di Stafford e Cernan (che come tanti altri erano abituati alle situazioni di emergenza dato il loro passato di piloti collaudatori), il modulo di risalita riuscì a staccarsi da quello di discesa e l'equipaggio riuscì per un soffio a salvarsi.

Apollo 11Apollo 11 ebbe forse i più gravi incidenti dell'intero programma. Quando gli astronauti tentarono di scendere per la prima volta sul suolo lunare, a pochi minuti dall'atterraggio, Armstrong riferì a Aldrin, che i riferimenti visivi che si vedevano arrivare fuori dalle finestre (tanto per capire i crateri e le colline prese di riferimento nelle simulazioni a Terra), non arrivavano secondo i tempi stabiliti, quasi come se viaggiassero a velocità più sostenuta di quella che in realtà dovevano avere. Verificarono così con l'aiuto di Houston, l'avaria al radar di atterraggio, che si appurò in seguito, li aveva piantati in asso a causa di un guasto elettrico. Con preoccupazione estrema da parte dei controllori di volo di Houston, si era arrivati quasi al punto di abortire la missione. Purtroppo però, il carburante del modulo di discesa del LEM era sufficiente per un solo tentativo di atterraggio. Il punto previsto per l'allunaggio fu superato di gran lunga e gli astronauti si stavano dirigendo verso una zona brulla piena di rocce e crateri. Se non bastava questo, il computer di guida si piantò, protestando che esso non poteva eseguire tutti i comandi richiesti dalle operazioni di emergenza, che dovevano avere luogo. A quel punto, l'unica cosa da fare era impugnare i comandi manuali ed atterrare. Neil Armstrong si sostituì al pilota automatico e con solo il 2% di carburante (praticamente a secco), riuscì efficacemente a toccare il suolo lunare, allunando sul bordo di un profondo cratere. 

Va detto poi, che quando i due astronauti scesero finalmente a camminare sulla superficie lunare, tentarono per un buon quarto d'ora, nell'imbarazzo della diretta televisiva, di piantare la bandiera americana nel terreno, che, essendo di origine lavica, sotto la polvere si presentava veramente duro. Alla fine riuscirono a malapena a stabilizzarla, proprio poco prima di essere messi in contatto con il presidente Nixon alla Casa Bianca.

Quando fu ora di partire dalla Luna invece, Aldrin si accorse che il motore a razzo che avrebbe dovuto riportarli in orbita e quindi a casa, era fuori uso per un guasto all'impianto elettrico. Un interruttore magneto-termico del circuito di risalita, era uscito di sede e non permetteva di armare i sistemi idraulici e la conseguente apertura delle valvole del carburante per l'accensione del motore. In poche parole lo stadio di risalita era in avaria. Dato che le riserve di ossigeno e d’energia elettrica del LEM non erano illimitate, i due astronauti lavorarono freneticamente per alcune ore, sotto i consigli di Houston, per ripristinare il funzionamento del razzo ed evitare di rimanere bloccati per sempre sulla Luna.

La ciliegina sulla torta fu che Aldrin e Armstrong una volta giunti sulla Terra e terminata la quarantena lunare, dichiararono ai giornalisti che l'accensione dello stadio di risalita del LEM aveva causato la caduta della bandiera americana piantata malamente sulla superficie lunare. A parte tutto questo, la missione, come dicono i teorici del complotto, è andata troppo bene per essere reale.

Apollo 12Apollo 12 avrebbe dovuto superare i problemi di allunaggio avuti con Apollo 11 !  Infatti dopo pochi minuti dal lancio, avvenuto nel bel mezzo di un temporale, Conrad riferì alla base, di aver udito una vibrazione tremenda al razzo (che in quel momento stava funzionando al massimo) e tutti i sistemi elettrici dell'Apollo avevano cessato inspiegabilmente di funzionare (il Saturn V era stato colpito da un fulmine, ma questo lo si appurò più tardi)! In poche parole il razzo che saliva a tutta birra nell'atmosfera, aveva deciso di andare dove voleva e gli astronauti avrebbero dovuto adattarsi! Probabilmente il razzo si sarebbe schiantato nell'oceano Atlantico dopo pochi minuti e gli astronauti con esso. Solo grazie ad un comando impartito da Terra (sotto consiglio dell'EECOM John Aaron al quadro di controllo di Houston), si riuscì a resettare il computer del modulo di comando e a far riprendere i sistemi elettrici e la navigazione! Quattro giorni dopo, il modulo lunare scese sulla Luna e se non fosse stato che un immensità di problemi tecnici ne caratterizzassero la durata, forse Apollo 12 sarebbe stata una missione perfetta! Gli astronauti infatti, rientrarono a Terra 10 ore prima di quanto previsto dal piano di volo! Un altro primato negativo, fu che Apollo 12, risultasse la missione con meno foto e video in assoluto. Una delle due Hasselblad-500EL in dotazione agli astronauti infatti, si guastò pochi minuti dopo l'allunaggio e la telecamera, smise di funzionare, proprio quando avrebbe dovuto filmare lo spiegamento della bandiera americana sul suolo lunare.

Apollo 13Apollo 13 come tutti sappiamo non atterrò mai sulla Luna a causa di un'esplosione a bordo, che, causata da un guasto elettrico al serbatoio di ossigeno n.2 del modulo di servizio (un cortocircuito alle serpentine di rimescolamento), proprio a 200.000 miglia dalla Terra, rischiò di uccidere gli astronauti! Se non altro però, riuscirono a circumnavigare la Luna. Sfortuna nella sfortuna, durante le fasi di lancio, il propulsore J2 centrale del secondo stadio del Saturn V, a pochi secondi dall'accensione, cessò inspiegabilmente di funzionare e compromise la spinta che avrebbe dovuto collocare l'Apollo in orbita stabile attorno alla Terra. Dal controllo missione di Houston fu impartito al computer di guida dell'Unità Strumentale del Saturn V, di spingere il razzo sino a liquidare il contenuto dei serbatoi del 2° stadio. Questo ebbe lo scopo di compensare la perdita ed evitare di collocare gli astronauti su un'orbita balistica che li avrebbe fatti schiantare in sud africa. Per maggiori dettagli, consiglio al pubblico di visionare il magnifico capolavoro del regista Ron Howard.

Apollo 14Apollo 14 lanciato con tutte le sicurezze necessarie per prevenire i disastri che avevano rischiato di uccidere l'equipaggio precedente, partì per la Luna quasi un anno dopo l'incidente di Apollo 13. Rischiò però di non riuscire ad arrivarci. Infatti durante il docking (la fase in cui il CSM, estraeva dal terzo stadio del Saturn V il modulo lunare), i dispositivi di aggancio si erano ghiacciati a causa di acqua piovana infiltrata nei meccanismi della sonda, durante i temporali dei giorni precedenti al lancio. Solo dopo innumerevoli tentativi (quasi sull'onda della decisione di abortire la missione), gli astronauti riuscirono ad "infilzare" con forza il modulo e a scendere sulla Luna. Mentre lo facevano però, come per Apollo 11, il radar di atterraggio andò fuori uso. Gli astronauti dovettero allora affidarsi al loro istinto di piloti, con l'ansia e il terrore di poter impattare contro qualche vetta sottostante, non rilevata dal radar di atterraggio fuori uso. Se non altro, la discesa sulla Luna, fu turbata da inspiegabili disturbi al funzionamento del computer del LEM, che continuava a resettarsi senza preavviso, rischiando di innescare l'esecuzione improvvisa del programma di aborto che avrebbe separato lo stadio di discesa da quello di salita, con chissà quali conseguenze orbitali. Su consiglio di Houston il programma di aborto fu escluso dagli astronauti azionando un interruttore. Questo consentì agli astronauti di allunare senza altre difficoltà. In seguito si appurò che il rischio di questa esclusione era stato molto alto. Se qualcosa non fosse andato nel verso giusto, gli astronauti avrebbero dovuto abortire la missione in modo "manuale", ovvero impiegando un lasso di tempo non trascurabile, necessario a configurare i sistemi secondo la "check list" del piano di volo.

Durante l'esplorazione del suolo lunare, agli astronauti fu chiesto per la prima volta di allontanarsi a piedi di parecchie centinaia di metri dal LEM, nel tentativo di raggiungere il bordo del cratere "Cone". Fu un tentativo fallimentare, perchè gli astronauti faticarono non poco per raggiungerlo. L'eccessiva inclinazione del pendio, li portò ben presto ad ansimare e fu loro ordinato di fermarsi e ritornare alla base. Ci si rese conto più tardi che, quando gli astronauti si voltarono delusi per rientrare, erano arrivati a soli 30 mt dal bordo del cratere. Gli uomini dell'Apollo 14 furono anche i primi ad accusare i tipici segni del disorientamento dovuto all'alienità della superficie lunare. Infatti, pare che non raggiunsero il cratere "Cone" proprio perchè si stavano muovendo in maniera parallela al bordo del cratere stesso, convinti che la direzione fosse quella giusta. Si appurò in seguito, che fu proprio l'orizzonte lunare troppo vicino a trarre in inganno gli astronauti. Una collina sull'orizzonte pareva a vista molto vicina, ma a causa della curvatura del terreno che aumentava più si guardava in lontananza, in realtà era molto più distante.

Gli astronauti erano inoltre dotati di un carrello a due ruote (MET in gergo) necessario a trasportare la maggior parte delle attrezzature scientifiche sulla superficie lunare, che data la sua leggerezza, più volte rischiò di ribaltarsi. Per tutti questi inconvenienti l'esplorazione fu caratterizzata da un forte ritardo che ne dimezzò purtroppo gli esperimenti riusciti.

Apollo 15Apollo 15 avrebbe dovuto far riprendere l'orgoglio tecnico di quanti furono umiliati dagli insuccessi precedenti. Tutto andò per il meglio sino a quando David Scott non parcheggiò il modulo lunare Falcon, con una zampa dentro ad un piccolo cratere. Questo errore, stava quasi per compromettere l'angolo massimo con cui il modulo di risalita avrebbe dovuto ricongiungersi al pilota del CSM in orbita. In poche parole, se fossero partiti troppo inclinati, avrebbero rischiato di non imboccare la traiettoria giusta e di perdersi nello spazio. Parliamo poi della tanto discussa automobile lunare (Rover), che secondo  i complottisti, era troppo pesante per arrivare sulla Luna attaccata ad una fiancata del LEM.

Infatti, durante l’uso sul suolo lunare, si dimostrò così massiva, che James Irvin il passeggero di Scott, rischiò più volte di vomitare nella tuta a causa del mal d'auto provocato dagli ondeggiamenti eccessivi di questo leggerissimo automezzo. Una volta giunto sulla Terra (probabilmente stravolto), aveva confessato ai cronisti, che più volte aveva temuto il ribaltamento del veicolo. Aveva inoltre confessato di essersi chiesto più e più volte se lui ed il suo compagno di esplorazione, sarebbero mai riusciti ad uscire da sotto la rover in caso di questi incidenti. Sulla Luna poi, non esistendo strade, la presenza di dolci pendii (anche con variazioni del 30%), facevano sempre scorgere all'ultimo momento un cratere o un masso. Tutto questo costringeva il pilota a compiere rapide virate con il rischio di perdere lungo il tragitto il suo unico passeggero. Credo che come i complottisti a quel punto, gli astronauti si erano chiesti come mai al posto di una Rover Lunare, non si fosse deciso di portare sulla Luna un telescopio.  

Apollo 16Apollo 16 infatti, forse sotto le pesanti dichiarazioni di Irvin, portò sulla Luna sia una Rover che un telescopio. Tutto andò per il meglio e fu consigliato agli astronauti John Young e Charlie Duke di non forzare troppo la mano con l'acceleratore della Rover. Apollo 16 tornò dalla Luna con le foto più scandalose dell'intero programma. Infatti per una causa ancora ignota, nella macchina fotografica di John Young entrò della polvere che sporcò l'obbiettivo, degradando irreparabilmente tutte le foto scattate (vedi il sito: http://www.apolloarchive.com/ sezione Apollo 16). Se non altro John Young, preso dalla frenetica attività lunare, ruppe il cavo di alimentazione di uno strumento ALSEP (costato decine di migliaia di dollari), necessario a misurare il flusso di calore interno dalla Luna. Lo mise così definitivamente fuori uso, limitando di molto quello che si sarebbe potuto appurare sulla struttura geologica interna della Luna. 

Apollo 17Apollo 17 fu un successo sotto tutti i fronti (infatti i tecnici avevano appreso dagli errori precedenti). Purtroppo però mentre la missione volgeva al termine, i coronografi solari della NASA, facenti parte del gruppo di sorveglianza solare SPAN (Solar Particle Alert Network) posti sulla Terra, registrarono un improvviso Flare solare, che scaricò nello spazio in direzione della Terra una nuvola immensa di particelle e radiazioni letali per l’uomo. Gli astronauti, avvisati di questo guaio riuscirono però a rientrare in tempo (senza accorciare la missione) all'interno delle fasce di Van Allen, prima che questa nuvola investisse la Terra. Infatti, è risaputo che un'eruzione di particelle solari, non si propaga nello spazio alla velocità della luce, ma a velocità molto inferiori. Questa certezza, convinse la NASA della fattibilità del progetto Apollo, data che un getto di materia solare, una volta scovato dal sistema di sorveglianza attiva, avrebbe  impiegato giorni, per coprire i 150 milioni di km che dal Sole, la separava dal sistema Terra-Luna. Certi di contare su un certo margine di sicurezza, tutti gli Apollo, volarono con estrema fiducia verso la superficie lunare.

Come si può notare a questo punto, non è assolutamente vero che le missioni lunari Apollo, furono tutte perfette! Anzi!

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Fonti informative:

ApolloArchive

ApolloFlightJurnal

ApolloSpacecrafts

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