Considerazioni importanti ...

Dopo la felice conclusione di Apollo 17 le missioni lunari terminarono definitivamente e da allora il nostro satellite, non ha più visto esseri umani in circolazione. I complottisti si chiedono come mai in questi anni nessuno abbia mai ripetuto le gesta dell'Apollo. Se andare sulla Luna negli anni '60 era così facile, come mai la NASA con la moderna tecnologia di oggi non c'è più tornata? Semplicemente perchè è costosissimo farlo! Le missioni Apollo costarono agli USA centinaia di milioni di dollari ed il congresso americano, subito dopo il ritorno di Apollo 12, si era chiesto per quale motivo il governo USA avrebbe dovuto continuare a finanziare questo progetto. Infatti si era già dimostrato più volte che si poteva raggiungere la Luna, allunare e ritornare a Terra sani e salvi. Ma più di tutto, perchè continuare a farlo visto che ormai si era riusciti a battere i Russi nella corsa alla Luna, elevando così agli occhi del mondo la supremazia tecnologica degli USA.

Fu però deciso di lanciare le missioni Apollo 13,14,15,16,17,18 e 19 solo perchè erano già state acquistate. Negli hangar della NASA infatti si trovavano numerosi vettori Saturn V e altrettante capsule Apollo che il governo americano aveva comprato prima del 1969, forse con lo scopo di avere materiale a sufficienza per tentare di conquistare la Luna. Dopo l’incidente di Apollo 13 dove tre astronauti rischiarono di morire, le missioni Apollo 18 e 19 furono annullate e i mezzi spaziali rimasti, furono destinati ai musei. La NASA quindi, dopo lo storico volo di Apollo 17, non compì più missioni del genere.

Per concludere questo lungo discorso, parliamo dei progressi tecnologici che hanno introdotto le missioni Apollo. Per raggiungere la Luna, gli ingegneri hanno concretizzato dal nulla una tecnologia elettronica impensabile per l'epoca. Forse se confrontata a quella di oggi fa un po' sorridere, ma è stata il trampolino di lancio verso il boom dell'informatica e dell'elettronica. Il semplicissimo computer di guida dell'Apollo era costituito dai primi prototipi di circuiti integrati. La tecnologia dell'integrazione dei componenti su una piastrina (wafer) di silicio, fu tentata dalla Fairchild, proprio su commissione della NASA. Lo scopo era quello di realizzare circuiti sempre più piccoli e veloci, necessari a realizzare i controlli elettronici delle navi spaziali.

Apollo AGC - DSKYSento dire spesso dai complottisti che il computer del modulo di comando e quello del modulo lunare non erano tecnologicamente maturi per portare l'uomo sulla Luna. Va detto innanzitutto che i computer dell'Apollo, non erano i soli computer del programma. Erano affiancati dai numerosi super calcolatori (alcuni grandi come una stanza) del controllo missione. Inoltre il computer dell'Apollo non eseguiva calcoli, ma solo cronometraggi, rilievi e esecuzioni di comandi, che a loro volta, dovevano essere intermediati, dalla posizione logica di numerosi interruttori. Quest'ultimi erano azionati a mano dagli astronauti inserendo o escludendo sistemi di supporto. Chi calcolava l'aritmetica delle operazioni di volo (talvolta usando il regolo), erano gli ingegneri posizionati nella "Trincea", la prima fila delle console di Houston. Gli astronauti successivamente, inserivano i risultati ricavati nel computer. Altro che storie. Anche i Russi volavano nello spazio. Lo facevano con tecnologie molto ma molto meno progredite di quelle americane (con circuiti a valvole termoioniche), eppure non ho mai sentito un complottista dubitare della loro autenticità. Ancora oggi che siamo nel 2009, si servono della Soyuz, un'astronave con tecnologia quarantenne.

Tra l'altro va detto che anche i Russi hanno tentato di raggiungere la Luna, ma non ci riuscirono! Non perchè tramite le sonde automatiche, avevano scoperto che la superficie del nostro satellite era letale per l'uomo (come dicono in tutte le loro trattazioni, i complottisti), ma perchè il loro razzo lunare (l'N1) aveva la tendenza a esplodere sulla rampa di lancio, oppure pochi secondi dopo il decollo. Presi dallo sconforto e impotenti verso questi fallimenti, i sovietici abbandonarono l'impresa lunare. Se volete approfondire meglio l'argomento, potete cliccare sui seguenti links: N1 (wikipedia in Italiano) - N1 e programma sovietico lunare (tedesco)

Werner Von BraunPer i teorici del complotto, resta comunque sospetto di come sia stato possibile creare dal nulla, la tecnologia per conquistare la Luna. Eh si, purtroppo quei tempi sono finiti ormai! All'epoca c'era ancora qualcuno che credeva nella scienza e nella ricerca! La tecnologia che portò l'uomo sulla Luna, nacque proprio perchè venne dato agli ingegneri della NASA un budget praticamente illimitato! Inoltre, al coronamento del sogno lunare, lavorarono un numero inimmaginabile di persone in tutto il paese. Ingegneri elettronici, informatici, aeronautici, aerospaziali, fisici, chimici e meccanici. Tutte le più grandi Università, prestarono un appoggio profondo e indispensabile all'impresa, studiando freneticamente i sistemi necessari allo sviluppo della nuova tecnologia. Immancabilmente, va ricordato, che gli USA ricorsero soprattutto all'esperienza degli scienziati tedeschi (inventori e collaudatori dei micidiali missili V2), che facevano capo ad un ingegnere importantissimo, il cui contributo all'impresa fu senz'ombra di dubbio ineccepibile: il suo nome era Werner Von Braun. Se quest'uomo non fosse stato nel progetto, il Saturn V, non sarebbe stato mai inventato e la corsa alla Luna non sarebbe stata possibile.

Quando oggi guardo un computer palmare, un cellulare, un orologio da polso digitale, una fibra ottica, oppure un qualsiasi altro dispositivo elettronico, non posso che pensare alle missioni spaziali, ma soprattutto all'Apollo, dove l'ingegno di tante persone una volta tanto è servito a creare qualcosa di buono e tangibile. E poi scusatemi, come è nata la tecnologia che ai giorni nostri, continua a portare gli uomini nello spazio? Lo Space Shuttle è stato partorito dall'esperienza accumulata dai programmi spaziali precedenti, Mercury, Gemini, ma soprattutto Apollo e SkyLab. Se si confrontano le strumentazioni del pannello di comando della navetta spaziale con quelle della capsula lunare, si noterà una grandissima somiglianza. Ma non solo, i motori a razzo che equipaggiano lo Shuttle, sono il risultato dello sviluppo tecnologico dell'esperienza maturata con i J2, i potenti propulsori funzionanti a Idrogeno e Ossigeno liquidi, che equipaggiavano rispettivamente il secondo e terzo stadio del Saturn V. Anche i motori de-orbitali dello Shuttle, sono frutto dell'esperienza maturata con i motori ipergolici dell'Apollo. Se li si confronta con quelli che equipaggiavano il LEM o il modulo di servizio, si riscontreranno senz'ombra di dubbio, evidenti similarità. Negare questo passaggio tecnologico, sarebbe come dichiarare apertamente, che dalle valvole termoioniche, si è arrivati ai potenti microprocessori integrati, senza passare per i transistor e questo lasciatemelo dire, è uno stupro alla conoscenza e al buon senso umano.

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Fonti informative:

ApolloArchive

ApolloFlightJurnal

ApolloSpacecrafts

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