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La storia della bandiera senz'ombra e che sventola . . .


Una delle controversie più iconiche sollevate dalla retorica luna complottista riguarda la documentazione fotografica dell'Apollo 11, in particolare gli scatti siglati AS11-40-5874 e AS11-40-5875, che ritraggono Buzz Aldrin accanto alla bandiera americana ... Secondo i sostenitori della messinscena, l’apparente assenza dell’ombra dell’asta che sostiene il vessillo costituirebbe la "pistola fumante" di una distrazione colossale avvenuta durante l'allestimento di un presunto set cinematografico terrestrePrima di smontare tecnicamente tale asserzione, è necessario applicare un filtro di pura razionalità: è credibile che la NASA, disponendo di un budget praticamente illimitato e del supporto dei migliori tecnici al mondo, possa aver commesso errori così grossolani in una produzione destinata a essere scrutinata per i decenni a venire? Se l'ente spaziale avesse davvero dovuto contraffare le prove, sarebbe stato infinitamente più semplice ripetere uno scatto piuttosto che diffondere immagini contenenti anomalie visive elementari. La realtà, tuttavia, emerge analizzando le scansioni ad alta risoluzione dei rullini originaliUn esame attento rivela che l’ombra della bandiera non è affatto mancante, ma risulta proiettata in modo tale da essere parzialmente occultata dalle irregolarità del terreno lunareL’asta del vessillo fu infatti piantata in una modesta depressione topografica; la prospettiva della fotocamera Hasselblad, unita all'angolo di incidenza della luce solare, fa sì che l'ombra cada all'interno di questo avvallamento, scomparendo alla vista dall'angolazione specifica di Aldrin ma riapparendo chiaramente in altre foto scattate da posizioni differenti.

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Questo fenomeno è una diretta conseguenza della natura del suolo lunare, che non è una superficie piatta e levigata, ma un tappeto di microrilievi e crateri che creano giochi di ombre estremamente complessi. Ovviamente le foto in questione si possono scaricare in alta risoluzione per analizzarle nel contesto e vedere che in realtà l'ombra è tenue, ma presente. Potete farlo cliccando sui seguenti links AS11-40-5874, AS11-40-5875 e AS11-40-5905. Ovviamente, per sostenere le loro tesi, i teorici del complotto si guardano bene dal pubblicarle, mantenendo il solito materiale a bassissima risoluzione trito e ritrito, dove i dettagli più lievi sono stati completamente cancellati dalla compressione ... Se ingrandiamo invece le foto ad alta risoluzione, ci accorgeremo subito che per quanto lieve, l'ombra del vessillo è visibile anche nelle pose siglate AS11-40-5874 e AS11-40-5875: si osservino i dettagli ingranditi di seguito riportati ...

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Il secondo grande cavallo di battaglia del negazionismo riguarda il presunto "sventolio" della bandiera, osservabile in diversi filmati, tra cui quelli delle missioni Apollo 14 e Apollo 17. L'obiezione classica è banale: se sulla Luna non c'è atmosfera, come può una bandiera muoversi come se fosse colpita da una brezza? La AS12 47 6984risposta risiede proprio nelle leggi della dinamica nel vuoto. Le bandiere lunari A13 Flagerano dotate di un'asta orizzontale superiore (un braccetto telescopico, si veda cerchietto rosso nella foto di sinistra) progettata per mantenere il tessuto dispiegato; senza di esso, la gravità seppur ridotta a un sesto, farebbe ricadere il vessillo lungo l'asta verticale e non ci sarebbe modo di tenerlo alzato e ben in vista. Ne fu un classico esempio la bandiera di Apollo 12, che a causa di un inceppamento del suddetto braccetto dovuto alla polvere lunare, non fu possibile stenderla orizzontalmente, rimanendo per sempre floscia sull'asta, senza esaltare alcun prestigio nazionalistico (si veda foto a destra). Inoltre, le pieghe e le forme bizzarre che il tessuto assume non sono dovute al vento, ma alla memoria plastica del materiale: le bandiere erano rimaste strettamente ripiegate per giorni all'interno di sottili contenitori metallici con cui venivano portate sulla Luna nel LM e, una volta liberate, conservavano le grinze della compressione. In assenza di un gas atmosferico che, col tempo, ne favorirebbe la distensione naturale, queste pieghe rimangono statiche e rigide, dando l'illusione ottica di un movimento congelato. Per quanto riguarda il movimento ondulatorio osservato nei video, la fisica del vuoto ne è il miglior testimone. Quando un astronauta manipola l'asta per piantarla nel suolo, imprime al sistema un'energia meccanica. Sulla Terra, questa energia verrebbe rapidamente dissipata dall'attrito viscoso dell'aria, che agirebbe come un freno sulle fibre del tessuto. Sulla Luna, l'assenza di atmosfera elimina l'attrito aerodinamico: una volta innescata una vibrazione o un'oscillazione nel tessuto, questa prosegue per un tempo molto più lungo rispetto a quanto farebbe in un ambiente terrestre. È un paradosso fisico che i teorici del complotto faticano a comprendere: la bandiera "sventola" più a lungo proprio perché non c'è aria a fermarla! Le riprese mostrano chiaramente che il movimento cessa non appena l'astronauta interrompe la sollecitazione meccanica sull'asta, dimostrando che non esiste alcuna forza esterna (vento) in gioco. Inoltre, la dinamica del tessuto nel vuoto segue traiettorie caratteristiche: non si osserva il rigonfiamento centrale tipico dell'accumulo di pressione dei gas, ma semplicemente una torsione che agisce con maggior efficacia sui bordi liberi, dove le forze d'inerzia incontrano la minima resistenza strutturale. Il video della missione Apollo 17 è, in questo senso, una lezione di fisica applicata: ogni movimento del vessillo è la firma inconfondibile di un corpo che interagisce con il vuoto cosmico, trasformando una presunta prova di falso nella conferma definitiva dell'autenticità dell'ambiente lunare...  

In definitiva, l'ostinazione con cui i teorici del complotto si aggrappano al mito della bandiera sventolante o dell'ombra mancante rappresenta l'emblema del loro metodo di indagine: un approccio basato sulla totale insofferenza alle leggi fisiche fondamentali e sulla pretesa che l'intero universo debba comportarsi esattamente come avviene nel loro quotidiano atmosferico qui sulla Terra. Quello che scambiano per un grossolano errore di regia cinematografica è, al contrario, la manifestazione visiva più pura e rigorosa di un ambiente alieno, dominato dal vuoto spinto e da una gravità frazionaria. La bandiera, rigida nelle sue pieghe di nylon e in grado di vibrare a lungo solo quando sollecitata dall'energia meccanica degli astronauti, non sventola per ingannare il mondo. Essa obbedisce fedelmente ai principi della dinamica nel vuoto, offrendo una lezione di fisica inconfutabile. Sfidare la veridicità di queste immagini armati solo di intuito terrestre non smaschera alcuna cospirazione della NASA, ma espone unicamente la presunzione di chi preferisce credere a un set hollywoodiano piuttosto che sforzarsi di comprendere le reali, affascinanti complessità dell'esplorazione spaziale!

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