Back to Top

Le conferme del programma lunare cinese ...


L'ostinazione del negazionismo lunare si scontra oggi con un ostacolo insormontabile, rappresentato non dagli archivi storici della NASA, ma dalle conquiste tecnologiche della nazione che rappresenta il principale rivale geopolitico ed economico degli Stati Uniti: la Repubblica Popolare Cinese! Con il varo dell'ambizioso programma di esplorazione lunare Chang'e, l'Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA) non si è limitata a riportare l'hardware umano sulla superficie del nostro satellite, ma senza volere, ha fornito al mondo intero la più spietata, indipendente e definitiva validazione scientifica dell'intero Programma Apollo. Quando i teorici del complotto affermano che la tecnologia degli anni '60 fosse insufficiente per compiere un simile viaggio, ignorano un dettaglio fondamentale: le leggi della meccanica orbitale, della fisica del vuoto e della termodinamica sono immutabili. Per portare le sonde Chang'e 3 e 4 e i rover Yutu e Yutu 2 a posarsi dolcemente sulla regolite lunare, gli ingegneri cinesi hanno dovuto applicare le stesse identiche soluzioni ingegneristiche e gli stessi principi balistici pionieristicamente inventati e collaudati dalla NASA mezzo secolo prima. Non esistono scorciatoie magiche per scendere sulla Luna. Le sonde cinesi hanno percorso una traiettoria di trasferimento translunare, hanno acceso i motori in senso contrario al moto per frenare ed essere catturate dalla gravità del satellite e, infine, hanno eseguito una discesa controllata propulsa. Esattamente come il Modulo Lunare americano, i lander Chang'e hanno utilizzato propulsori a spinta variabile (throttleable engines) per rallentare la caduta nel vuoto, affidandosi a radar altimetrici per misurare la distanza dal suolo. Negli ultimi metri di discesa, le sonde cinesi hanno eseguito una fase di volo stazionario (hovering) per individuare un'area priva di massi, prima di spegnere il propulsore a pochi metri dal contatto per evitare che i gas di scarico rimbalzassero pericolosamente contro il ventre della navicella. La sequenza telemetrica del successo cinese è, passo dopo passo, la fotocopia ingegneristica dell'allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin, a dimostrazione che il manuale del volo spaziale scritto nel 1969 era geometricamente e fisicamente perfetto.

CHANG E

Ma la conferma più devastante per le impalcature negazioniste è arrivata quando i lander cinesi hanno aperto gli "occhi" e hanno iniziato a trasmettere sulla Terra fotografie e video digitali ad altissima risoluzione. Se i paesaggi fotografati dalle macchine Hasselblad dell'Apollo fossero stati davvero il frutto di un set cinematografico illuminato da riflettori terrestri, le immagini cinesi avrebbero dovuto mostrare un ambiente radicalmente diverso. Al contrario, le telecamere panoramiche delle sonde Chang'e hanno inquadrato l'identica realtà aliena documentata dagli americani. Il cielo sopra i rover cinesi Yutu e Yutu-2 appare di un nero profondo inchiostrato pur in pieno giorno lunare, confermando l'assenza di un'atmosfera in grado di generare lo scattering di Rayleigh che colora di azzurro il nostro cielo terrestre. L'orizzonte si presenta innaturalmente curvo, netto e vicinissimo, privo di quella foschia atmosferica che sulla Terra permette di sfumare le distanze, riproponendo la stessa ingannevole mancanza di prospettiva aerea che disorientava gli astronauti americani e ancora oggi chi osserva le foto dell'Apollo. Le ombre proiettate dai pannelli solari delle sonde cinesi sono nerissime, nette e dai contorni taglienti, esattamente come quelle degli uomini che camminarono in quei luoghi, poiché nel vuoto lunare non esiste aria capace di diffondere la luce e ammorbidire i contrasti.

Chang'e 3 9Chang'e 3 2Chang'e 3 6

La sonda cinese Chang'e 3 è allunata con successo nella polvere lunare del Sinus Iridum. La conformazione del suo carrello di allunaggio a quattro zampe è una caratteristica comune per questo tipo di navicelle: la scuola del Programma Apollo per il LM insegna ancora. E' evidente l'adozione anche da parte degli ingegneri cinesi della coperta protettiva MLI (Multi Layer Insulation) dorata a protezione termica e balistica del lander. Foto cortesia CNSA.

La superficie lunare fotografata dalla sonda cinese Chang'e 3 appare identica a quelle immortalata dagli astronauti del programma Apollo tra il 1969 e 1972. Stessa superficie polverosa gessosa, costellata di crateri da impatto e rocce frammentate ... Foto cortesia CNSA.Le impronte del piccolo Rover Yutu sbarcato dalla sonda Chang'e 3, appaiono nette e contrastate. Proprio come quelle lasciate dagli scarponi lunari degli astronauti del programma Apollo, resteranno dove sono per millenni, confermando la conformazione unica delle particelle polverose della regolite lunare ... Foto cortesia CNSA.
Chang'e 3 3Chang'e 3 7Chang'e3 LandingSite

 

Anche le grandi rocce lunari presenti al sito di sbarco di Chang'e 3, mostrano le stesse caratteristiche geologiche delle rocce viste nei luoghi di Apollo. Gran parte di esse, infatti, si sono formate nel modo medesimo, ovvero ad opera di grandi e piccoli impatti meteorici sulla già tormentata superficie della Luna. Foto cortesia CNSA.

In tutte le foto effettuate da Chang'e 3 e Yutu, oltre all'onnipresente polvere selenica, è evidente l'orizzonte lunare molto vicino e ricurvo che sfoca irrimediabilmente in lontananza. Lo sormonta il classico cielo nero come la pece, senza la minima traccia di una stella ... Foto cortesia CNSA.Il lander Chang'e 3 è allunato nel Sinus Iridum, alla latitudine di 44° nord. Il Sinus Iridum è una pianura di lava basaltica che forma un'estensione a nordovest del Mare Imbrium.

Anche le interazioni meccaniche e termiche con l'ambiente ostile hanno confermato riga per riga i vecchi manuali della NASA. I cingoli metallici dei rover cinesi hanno impresso sulla superficie lunare tracce perfette, nette e compattate, identiche alla famigerata orma dello stivale di Aldrin, ribadendo che la regolite lunare è composta da microscopiche schegge vetrose frastagliate che si incastrano meccanicamente sotto pressione anche in totale assenza di umidità. Dal punto di vista termico, i termometri digitali dei lander cinesi hanno registrato escursioni termiche lente, ma spaventose, passando dai +10/15°C del mattino lunare, agli oltre +120°C durante i quattordici giorni di luce solare ininterrotta a meno 180 gradi Celsius durante la gelida notte lunare. Per sopravvivere a questo inferno termodinamico, gli ingegneri aerospaziali cinesi hanno dovuto adottare rivestimenti riflettenti dorati, radiatori e sistemi di ibernazione notturna alimentati da unità a isotopi radioattivi, validando in pieno l'incredibile lavoro di isolamento termico svolto dal mylar, dal kapton e dai sistemi di raffreddamento ad acqua integrati nel LM, nelle tute spaziali A7L e nei moduli di servizio dell'Apollo. Il tutto con l'enorme vantaggio che questi studi erano già stati compiuti negli anni '60 e '70 dalla NASA e non furono necessarie missioni ricognitive dispendiose ...

Chang'e 3 1Panorama lunare del Sinus Iridum ripreso dal piccolo rover Yutu. Sullo sfondo è visibile il lander Chang'e 3. Foto cortesia CNSA

Chang'e 4 1Il 3 gennaio del 2019 la sonda lunare automatica cinese Chang'e 4 alluna dolcemente sul lato nascosto della Luna, inviando immagini spettacolari dalla superficie. In questa foto la vediamo ripresa dal piccolo rover Yutu 2, sbarcato subito dopo l'allunaggio. A parte l'aspetto ormai noto della sonda, ricoperta dalla classica copertura MLI dorata del tutto simile a quella che equipaggiava il LM di Apollo, è evidente quanto la superficie lunare sia identica alle foto scattate dagli equipaggi umani negli anni '70, condannando ancora una volta le falsità delle tesi luna complottiste. E' importante osservare il cielo nero senza stelle, la vicinanza dell'orizzonte lunare e quanto sfochi rapidamente più si guarda in distanza. Foto cortesia CNSA.

In ultima analisi, il programma Chang'e rappresenta in toto un'altra mazzata al complottismo lunare. L'Agenzia Spaziale Cinese, pur agendo nel contesto di una fiera rivalità tecnologica, non ha mai sollevato il minimo dubbio sulla veridicità delle missioni americane. Al contrario, ha utilizzato i dati geologici e orbitali raccolti dalla NASA come base di partenza per le proprie missioni, confermandone la totale validità attraverso i successi delle proprie missioni lunari. Ipotizzare che la Cina comunista di oggi, dotata di rover sul lato nascosto della Luna e capace di riportare a Terra i propri campioni di regolite, stia falsificando i propri dati visivi e telemetrici al solo scopo di proteggere una vecchia bugia di propaganda del governo degli Stati Uniti è una forzatura logica che rasenta il ridicolo. Le immagini nitidissime dei rover cinesi che solcano la polvere grigia sotto un cielo eternamente nero non sono solo un trionfo per Pechino sicuramente meritatissimo, ma costituiscono il più grande e inattaccabile omaggio scientifico alla verità storica del Programma Apollo e come sempre con buona pace dei negazionisti ...

IndietroAvanti