Back to Top

La storia dei rumori assordanti nel corso della missione . . .


ApolloMoonSounds

Una delle critiche più ricorrenti dei teorici del complotto riguarda l'assenza del rombo dei motori nelle registrazioni audio delle missioni Apollo. Secondo questa tesi, il fragore di un motore a razzo avrebbe dovuto sovrastare completamente la voce degli astronauti, rendendo impossibili le comunicazioni. Questa obiezione, tuttavia, ignora i principi basilari della fisica acustica e dell'ingegneria delle LMDescentcomunicazioni aerospaziali, partendo dal presupposto errato che il suono possa comportarsi nel vuoto come nell'atmosfera terrestre. LaCSMBurn comprensione del motivo per cui le registrazioni appaiano silenziose richiede un'analisi rigorosa della fisica del suono, che è una perturbazione meccanica longitudinale capace di propagarsi esclusivamente attraverso un mezzo elastico, sia esso gassoso, liquido o solido. Sulla Terra, siamo abituati a percepire il rombo di un motore perché l'atmosfera funge da conduttore: le molecole d'aria vengono compresse e rarefatte dall'energia cinetica dei gas di scarico, trasmettendo l'onda d'urto fino al timpano dell'orecchio umano o alla membrana di un microfono. Nello spazio profondo e sulla Luna, la densità molecolare è pressoché nulla, rendendo fisicamente impossibile la formazione di onde sonore aeree. Il motore di discesa del Modulo Lunare (DPS) e quello di ascesa (APS), pur generando una spinta poderosa attraverso la combustione ipergolica di aerozina 50 e tetrossido di azoto, espellono i gas in un vuoto che non offre alcuna resistenza molecolare. Senza un'atmosfera che possa essere "vibrata", il fragore assordante che associamo ai lanci terrestri semplicemente non esiste all'esterno del veicolo. I gas di scarico si espandono istantaneamente in una struttura a ventaglio invisibile e silente, poiché l'energia cinetica della combustione si traduce interamente in spinta vettoriale senza dissiparsi in onde sonore ambientaliQuesta totale assenza di un mezzo di propagazione gassoso rendeva impossibile non solo udire i motori, ma persino la comunicazione diretta tra gli astronauti una volta usciti sul suolo lunare. Senza l'intermediazione di un sistema radio VHF (Very High Frequency), due astronauti non avrebbero potuto comunicare tra loro nemmeno parlandosi a dieci centimetri di distanza, poiché le onde sonore prodotte dalle corde vocali sarebbero rimaste confinate all'interno del casco pressurizzato, impossibilitate a colmare il vuoto Analisi118 LAnalisi119 Lesterno per raggiungere il collega. Ogni parola scambiata durante le attività extraveicolari (EVA) veniva captata da un microfonopassava necessariamente per i circuiti elettronici interfonici e ricetrasmittenti delle tute, trasformandosi in segnale radio per poi essere riconvertita in suono all'interno dell'altro casco grazie agli stessi circuiti e agli auricolari delle cuffie audio. Un guasto agli apparati radio delle tute, avrebbe isolato completamente l'astronauta dalla possibilità di comunicare sia con il collega presente sulla superficie con lui, sia con il centro di controllo missione di Houston. Gli astronauti avevano un metodo per comunicare l'impossibilità di comunicare via radio ed era quella di roteare una mano all'altezza dell'orecchio. Il collega avrebbe capito il problema e preso le dovute contromisure. Per quanto riguarda i motori di manovra del sistema RCS, il propulsore SPS del Modulo di Servizio o il possente J-2 del terzo stadio Saturno V, la loro silenziosità nelle comunicazioni radio non è un'omissione cinematografica, ma una necessità della termodinamica. All'interno della cabina pressurizzata, gli astronauti potevano avvertire un sordo "clack" o una vibrazione strutturale dovuta alla conduzione solida attraverso la fusoliera metallica della navicella, ma tale suono rimaneva confinato all'interno della struttura e non poteva in alcun modo essere captato dai microfoni di bordo con l'intensità di un boato. Questo accade perché i motori a razzo spaziali non operano per cicli di esplosione intermittenti come i pistoni di un'auto, ma per flusso continuo e laminare, riducendo drasticamente le armoniche sonore a bassa frequenza. Inoltre, il motore di discesa era montato sullo stadio inferiore del LM, fisicamente separato dalla cabina abitabile da strati di isolamento termico e supporti meccanici progettati per smorzare le sollecitazioni e le vibrazioni, agendo di fatto come un filtro acustico passivo che impediva la trasmissione delle alte frequenze prodotte dalla camera di combustione. Non bisogna mai dimenticare, inoltre, che il LM era costituito da due astronavi indipendenti collegate tra loro da bulloni di separazione esplosivi: il modulo di discesa e il modulo di ascesa. A7L 02Snoopy CapTra i due esistevano alcuni centimetri liberi, che quando la navicella si trovava nello spazio, venivano permeati dal vuoto assoluto. Nessun rumore, pertanto, ad eccezione del labile ronzio di propagazione strutturale, poteva raggiungere gli astronauti, che percepivano il freno chimico del motore, solo attraverso le accelerazioni inflitte alla fusoliera, che interrompevano ogni volta la comoda sensazione dell'assenza di pesoUn ruolo determinante nella pulizia delle tracce audio è svolto dall'ingegneria delle telecomunicazioni e dalla progettazione dei trasmettitori radio. Le comunicazioni tra la Luna e Houston avvenivano tramite un sistema in banda S che utilizzava una tecnologia di gestione del segnale estremamente sofisticata perAstronautsComsLe comunicazioni sulla superficie lunare erano possibili solo grazie alle ricetrasmittenti VHF presenti negli zaini PLSS delle tute spaziali. A causa del vuoto dello spazio, infatti, ogni comunicazione verbale sarebbe stata impossibile. l'epoca. Uno degli elementi chiave era il circuito di squelch, una funzione di silenziamento automatico progettata per sopprimere il rumore bianco e i disturbi di fondo quando non vi era un segnale vocale attivo. Lo squelch agiva come un cancello logico: solo quando la pressione sonora rilevata dal microfono superava una determinata soglia di decibel, il canale di trasmissione si apriva. Questo impediva che il ronzio costante delle ventole di ricircolo dell'ossigeno, delle pompe di raffreddamento o delle vibrazioni residue del motore venisse trasmesso a Terra, rendendo difficili, disturbate o ancor peggio incomprensibili, le importanti comunicazioni terra-aria, creando quell'effetto di silenzio assoluto tra una frase e l'altra degli astronautiA completare questo isolamento acustico vi era la configurazione dei microfoni indossati dagli equipaggi all'interno della cosiddetta "Snoopy Cap". Si trattava di microfoni dinamici a cancellazione di rumore, montati su aste flessibili che posizionavano la capsula captante a pochissimi millimetri dalle labbra del pilota. Questa vicinanza estrema non era casuale: essendo microfoni a gradiente di pressione, essi sfruttavano l'effetto di prossimità per enfatizzare la voce umana rispetto a qualsiasi suono ambientale. Un rumore proveniente dal fondo della cabina o trasmesso per via aerea all'interno del casco avrebbe colpito entrambi i lati della membrana del microfono quasi simultaneamente, annullandosi per interferenza distruttiva. Al contrario, la voce dell'astronauta, essendo emessa a distanza ravvicinata, colpiva un solo lato della membrana con un'intensità dominante, garantendo che solo il parlato venisse convertito in segnale elettrico. Pertanto, l'idea complottista secondo cui il rumore del motore avrebbe dovuto coprire la voce degli astronauti è tecnicamente errata: anche se il motore fosse stato udibile all'interno della cabina, la tecnologia dei microfoni direzionali e la taratura del sistema radio avrebbero comunque isolato la comunicazione vocale, rendendo l'ambiente circostante elettronicamente muto. Oltre alla gestione del rumore, un altro pilastro della verità tecnica risiede nella costante presenza del ritardo nelle comunicazioni, un fenomeno imposto dalla velocità della luce. La Luna si trova a una distanza media di circa 384.400 km dalla Terra; poiché i segnali radio viaggiano a circa 300.000 km/s, ogni messaggio impiega circa 1,28 secondi per coprire la distanza in una sola direzione. In un dialogo tra il centro di controllo missione di Houston e gli astronauti, questo si traduce in un ritardo minimo di oltre 2,6 secondi per ricevere una risposta. Nelle registrazioni originali, questo intervallo è sistematicamente presente e risponde esattamente ai calcoli deterministici della posizione della navicella. Se le missioni fossero state girate in uno studio terrestre, attori e registi avrebbero istintivamente seguito i ritmi di una conversazione naturale o avrebbero faticato a simulare con precisione matematica questa latenza costante e snervante per tutta la durata delle missioni. La presenza di questo ritardo, unita alla "pulizia" del segnale vocale, non è un difetto di montaggio, ma la firma acustica dello spazio profondo!

In ultima analisi, pretendere di udire il boato dei motori nelle registrazioni lunari significa proiettare le nostre aspettative terrestri su un ambiente che risponde a leggi fisiche diametralmente opposte. La "silenziosità" dei motori non è dunque un indizio di contraffazione, bensì la prova definitiva che gli astronauti si trovavano realmente immersi nel vuoto spaziale. Se la NASA avesse voluto inscenare le missioni in uno studio televisivo, avrebbe paradossalmente aggiunto proprio quegli effetti sonori drammatici che il pubblico si aspettava di sentire; l'assenza di tali rumori conferma invece che la realtà tecnica ha prevalso sulla finzione narrativa voluta dai nostri amici luna complottisti, smentendo una volta di più le tesi di chi confonde le leggi della fisica con i cliché dei film di fantascienza.

IndietroAvanti