La storia dei nastri originali degli allunaggi perduti ...
Un altro cavallo di battaglia inesauribile per i teorici del complotto riguarda la celebre e controversa vicenda dei "nastri originali smarriti" o cancellati dalla NASA. Quando, nel 2006, l'agenzia spaziale americana ammise pubblicamente, dopo una lunga e affannosa ricerca, di non riuscire a rintracciare i nastri magnetici contenenti la telemetria grezza della prima passeggiata spaziale dell'Apollo 11, i negazionisti gridarono al trionfo! Secondo la loro logica contorta, la distruzione (perchè di questo per loro si trattava) di queste pellicole rappresentava la prova definitiva e lampante dell'insabbiamento: la NASA avrebbe fatto sparire le prove "originali" per impedire ai moderni esperti di analisi digitale di smascherare i difetti del finto set televisivo!
Lo storico "First Step" del Comandante di Apollo 11, Neil Armstrong, nel Mare della Tranquillità. 20 luglio del 1969. Foto cortesia NASA.
Come sempre, questa deduzione sensazionalistica si nutre della più totale ignoranza riguardo alle arcaiche procedure di archiviazione dei dati degli anni '70 e alla natura stessa delle trasmissioni radio spaziali. Per comprendere esattamente cosa sia andato perduto, bisogna fare un passo indietro e analizzare come le storiche immagini in bianco e nero giunsero dalla superficie della Luna ai televisori
La piccola e congegnata telecamera in bianco e nero che riprese Neil Armstrong scendere la scaletta durante la prima storica passeggiata lunare. Foto cortesia NASA.di mezzo mondo. La speciale telecamera Westinghouse, che Neil Armstrong estrasse da uno scomparto laterale del Modulo Lunare, tirando una maniglia posta sul terrazzino del LM prima di scendere la scaletta, non trasmetteva un segnale televisivo standard. A causa della ristrettissima larghezza di banda disponibile per le comunicazioni radio interplanetarie, che doveva assolutamente garantire la precedenza ai dati vitali della telemetria (come i battiti cardiaci degli astronauti, i livelli di ossigeno nella tuta e lo stato dei sistemi di bordo), il segnale video fu trasmesso in un formato analogico proprietario chiamato SSTV (Slow-Scan Television). Questo formato inviava la miseria di 10 fotogrammi al secondo a 320 linee di risoluzione, contro i 25 o 30 fotogrammi al secondo della normale televisione dell'epoca. Quando questo debolissimo segnale grezzo raggiunse le gigantesche antenne riceventi sulla Terra, in particolare quelle di Goldstone in California e di Parkes e Honeysuckle Creek in Australia, venne immediatamente diviso in due flussi di lavoro separati. Il primo flusso venne registrato "così com'era" su enormi e larghissime bobine di nastro magnetico telemetrico, insieme ai dati biomedici e ingegneristici della navicella. Il secondo flusso, per poter essere distribuito in diretta mondiale, doveva essere obbligatoriamente convertito all'istante nei formati standard NTSC e PAL. L'operazione fu tanto ingegnosa quanto brutale: il video SSTV originale appariva su un monitor ad altissima persistenza fosforica e una telecamera televisiva convenzionale, letteralmente puntata contro quello schermo, lo riprendeva dal vivo, convertendolo e inviandolo a Houston per la distribuzione al network radiotelevisivo globale. All'epoca era la miglior soluzione possibile per evitare latenze o inutili e rumorose riconversioni di segnale. I famigerati nastri smarriti dalla NASA non sono affatto "le uniche riprese dell'allunaggio", ma unicamente quelle specifiche bobine magnetiche di telemetria che contenevano il segnale SSTV grezzo prima di quella conversione ottica! Negli anni '70 e '80, terminata l'età dell'oro dell'esplorazione spaziale, l'agenzia subì drastici e letali tagli al budget e si trovò ad affrontare una cronica carenza di costosissimi supporti magnetici. Le stazioni di terra e gli archivi nazionali del Goddard Space Flight Center, letteralmente sommersi da decine di migliaia di bobine provenienti non solo dal programma Apollo, ma da dozzine di satelliti meteorologici e sonde orbitali, adottarono una spietata procedura standard di riciclo ... Una volta che i dati scientifici ed essenziali erano stati stampati o estratti per le analisi, i nastri telemetrici venivano regolarmente smagnetizzati (wiped) e riutilizzati per registrare le nuove missioni del programma Skylab e Space Shuttle. Fu una dolorosissima e irreparabile svista archivistica, non un oscuro complotto governativo! Le bobine con la telemetria grezza della passeggiata di Armstrong e Aldrin finirono molto probabilmente in uno di questi ciechi cicli di cancellazione, vittime dell'inesorabile burocrazia e della totale mancanza di lungimiranza storica dei magazzinieri e degli amministratori dell'epoca.
Uno degli storici registratori magnetici della NASA, utilizzati durante il programma Apollo per memorizzare i dati telemetrici provenienti dal Modulo di Comando e Servizio di Apollo e dal Modulo Lunare. Foto cortesia NASA.
Affermare però che la cancellazione di questi nastri magnetici significhi che le riprese dell'allunaggio siano andate distrutte è una falsità colossale e in malafede! La diretta televisiva mondiale, ovvero il segnale otticamente convertito che fu trasmesso da Houston a tutte le reti del pianeta (CBS, BBC, RAI, e così via), è stata registrata simultaneamente da decine di emittenti indipendenti ed è perfettamente preservata in innumerevoli archivi storici internazionali. Non solo: la NASA conserva gelosamente tutte le istantanee ad altissima risoluzione scattate dagli astronauti con le prestigiose fotocamere Hasselblad da 70 millimetri e possiede ancora intatti i nitidissimi filmati a colori in pellicola da 16 millimetri girati dalla cinepresa automatica montata sul finestrino del Modulo Lunare "Eagle", che inquadrava la scena dall'alto. Cosa ancor più devastante per le impalcature negazioniste, l'agenzia possiede e mette a disposizione del pubblico i nastri telemetrici originali e le splendide riprese televisive a colori ad alta definizione di tutte le successive missioni Apollo (dalla 12 alla 17). Se la NASA avesse realmente voluto distruggere le prove di una scenografia finta, avrebbe incenerito tutto il materiale di tutte le missioni, a cominciare dalle particolareggiate pellicole ad alta risoluzione che, esaminate oggi, avrebbero facilmente rivelato i presunti fili d'acciaio, le cerniere delle finte tute o i fondali di cartapesta. Non si sarebbe certo limitato a "smarrire" per un errore burocratico la traccia telemetrica più buia, sgranata e confusa dell'intero programma (quella dell'Apollo 11, perchè di questo si trattava), conservando poi religiosamente decine di ore di riprese cristalline delle missioni successive a bordo del Rover lunare. Ancora una volta, la cruda e banale realtà dell'inefficienza amministrativa umana spiega perfettamente un fatto storico che i teorici del complotto, ossessionati dall'idea di un'organizzazione governativa sempre onnipotente e infallibile, preferiscono ammantare di inutile e ridicolo mistero.


